Basicò

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Basicò è un borgo medievale a 550 metri s.l.m sui Monti Nebrodi. 

Il Borgo di Basicò, sito a solo 12 km dall’Uscita autostradale di Falcone (A 20) 450 mt s.l.m., dal quale si gode una splendida vista sul golfo di Milazzo e sull’incantevole arcipelago eoliano e tutt’attorno una viva memoria storica, tramandata per secoli e rimasta impressa nell’andamento tortuoso dei vicoli, delle piazze, dei quartieri, è il luogo ideale per godere di un turismo sostenibile, naturalistico ed escursionistico. Basicò, senza dubbio, e’ un luogo in cui il tempo acquista una dimensione particolare, giocata attraverso la trama fitta di continui rimandi che rimbalzano dal Medioevo al Settecento, all’antichità preellenica. 

Basicò ha un nome aristocratico che rimanda al greco Basilikòn, tempio o cappella regale.
Già tra la metà e la fine degli anni settanta, si sono susseguiti sul territorio diversi ritrovamenti di contrappesi di telaio in argilla, alcuni dei quali sommariamente decorati a incisione. Ne diedero conto fra gli altri anche Luigi Barnabò Brea e Madeleine Cavalier, infaticabili ricercatori delle più remote testimonianza archeologiche della “ Sicilia prima dei Greci”.

La svolta giunge quando dalle alture dei Nebrodi i suoi abitanti poterono assistere ai primi sbarchi normanni, approdati sulla costa tra Capo Tindari e Capèo Milazzo nella seconda metà del Mille. Le traccie lasciate nel comprensorio dal predominio degli Altavilla non si contano, e ciò giustifica il fatto che il Demone sia stato giustamente definito come il più normanno dei tre Valli siciliani.
L’interno e la fascia litoranea vengono collegati da una costellazione di torri e fortezze che presidiano le alture, mentre qua e là spuntano nuovi monasteri, poli produttivi di spicco nella scarsa economia medievale, controllati dalle nuove famiglie emergenti.
In questo scenario sorge a Basicò per volere reale, il convento delle Clarisse, Santa Maria di Basicò, retto da nobilissime dame fra le quali anche alcune parenti di Federico II.

La sconfitta degli Svevi, l’avvento degli Angioini e la lotta con gli Aragonesi segnano il tramonto del casale Basicò e del suo convento, che ne subisce il saccheggio. Le suore scampate all’attacco si riparano dapprima Rometta Superiore e poi a Messina, nella zona, che oggi possiamo identificare come Piazza Basicò a monte della Salita S. Agostino, dove insiste la Fontana Falconieri.
Ribattezzato Casalnuovo, entra in una lunghissima stagione feudale che vedrà l’avvicendarsi delle famiglie dei Lancia (1350-1352), dei Marullo (1539-1541), ancora dei Lancia con i Saccano (1554-1647), dei Naselli ( 1648-1773), e dei De Maria (dal 1766 con investitura ufficiale nel giugno 1767), ultimi baroni che persero i diritti feudali nel 1812 con l’abolizione delle baronie in Sicilia.

Nel 1860 il vetusto feudo diventa Comune d’Italia con il nome di Basicò.